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Roncoroni e Giordano riaprono un ristorante storico della Sila per amore della Calabria

Un milanese e una torinese riportano in vita La Pagliara con una proposta dedicata alla cucina di montagna, tra memoria, brace e valorizzazione del territorio.

Dopo quasi sedici anni di chiusura, La Pagliara torna ad accogliere gli ospiti nel cuore della Sila. Lo storico rifugio di Fago del Soldato riapre con un progetto che unisce ospitalità e ristorazione e che affida la proposta gastronomica agli chef Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano. L’obiettivo dichiarato non è creare un ristorante d’autore, ma restituire alla montagna calabrese uno dei suoi luoghi simbolo attraverso una cucina costruita sui prodotti, sulle tradizioni e sulla memoria del territorio.

La riapertura è il risultato dell’intervento promosso da Snow Touring S.r.l., che ha scelto di recuperare una struttura profondamente legata alla storia della Sila. Il progetto architettonico, firmato da Rossella Vattimo, conserva gli elementi che hanno reso riconoscibile La Pagliara nel corso dei decenni, reinterpretandoli in una nuova idea di accoglienza pensata per vivere durante tutto l’anno.

C’è anche un po’ di Bob Fest nella riapertura della Pagliara

La storia del rifugio inizia negli anni Sessanta grazie all’intuizione di Michele Felicetti. Negli anni Novanta, con lo sviluppo del comprensorio sciistico di Fago del Soldato, La Pagliara diventa uno dei principali punti di riferimento della montagna calabrese. L’incendio del 2010 interrompe però questa esperienza e la struttura è rimasta chiusa fino a oggi, continuando a rappresentare un luogo simbolico per molte generazioni di calabresi.

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Il rilancio passa anche dalla cucina. Eugenio Roncoroni, uno degli chef più in vista di Milano, ha scelto di affrontare un progetto molto diverso da quelli che lo hanno reso noto. Insieme alla socia e collega Cristina Giordano ha lavorato per mesi allo studio della cucina silana, privilegiando un approccio che parte dall’ascolto del territorio anziché dall’imposizione di uno stile personale.

«Non siamo arrivati in Sila con l’idea di portare la nostra cucina», ci ha detto Cristina Giordano durante il Bob Fest. «Abbiamo scelto di conoscere gli ingredienti, le ricette della tradizione e la cultura gastronomica locale». Lo stesso principio guida anche il lavoro di Roncoroni, secondo cui la tecnica deve diventare uno strumento per interpretare i sapori della montagna senza alterarne l’identità. Il festival calabrese ha molti meriti a riguardo: Giordano e Roncoroni sono ospiti fissi da anni e si sono innamorati della Calabria e della sua gente: uno spiraglio di pace e serenità in un anno di vita frenetica che li ha spinti a guardare a questa regione con occhi diversi.

Il progetto gastronomico si sviluppa su più livelli. Il bistrot propone una cucina più immediata e conviviale, mentre il ristorante concentra la ricerca sulla brace e sul fuoco, utilizzati per valorizzare materie prime e preparazioni tradizionali. Tra i piatti trovano spazio la zuppa di siero di latte, il ragù di pecora con la stroncatura e diverse preparazioni cotte alla brace, ricette che recuperano un patrimonio gastronomico spesso tramandato solo all’interno delle famiglie.

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Foto di Francesco Parottino

Anche la carta dei vini guarda soprattutto alla Calabria. Il progetto beverage è stato affidato a Enrico Murru, che ha costruito una selezione in larga parte dedicata ai produttori regionali, con l’intenzione di raccontare le diverse aree vitivinicole calabresi attraverso un percorso coerente con la proposta gastronomica.

La nuova Pagliara vuole così tornare a essere un punto di riferimento per residenti e viaggiatori, non solo durante la stagione invernale ma nell’arco dell’intero anno. La riapertura segna il recupero di uno dei luoghi più rappresentativi della Sila e punta a rafforzare il legame tra ospitalità, cucina e valorizzazione del territorio, facendo della memoria il punto di partenza per costruire una nuova fase della storia del rifugio.

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