Chi conosce e bazzica un po’ l’Abruzzo solitamente indica la Marsica – ampia regione che include parte della provincia dell’Aquila lambendo la piana del Fucino, e ha il suo centro principale ad Avezzano – come una zona aspra, dominata dalle montagne e legata al carattere un po’ spigoloso della sua gente, spesso mettendolo in relazione scherzosamente con l’abitante a quattro zampe più noto di queste zone: l’orso bruno marsicano, appunto.
Ma la terra che prende il nome dai suoi antichi abitanti – i Marsi, fiera popolazione italica – è in realtà ricca di risorse gastronomiche interessanti, oltre che di paesaggi suggestivi (senza voler essere “mozzafiato” a tutti i costi) e di tradizioni antiche.
Qui, ad esempio, a circa 700 metri di altitudine sul fertile terreno che un tempo era coperto dall’antico lago del Fucino, prosciugato alla fine dell’Ottocento a opera del banchiere Alessandro Torlonia, nascono le eccellenti Patate del Fucino Igp la cui pasta ben soda è ideale per molte preparazioni in cucina, dagli gnocchi alle patatine fritte. Altra Igp locale è quella della Carota della piana del Fucino, dalla polpa croccante e il sapore dolce. E poi grandi formaggi, erbe selvatiche gustosissime come gli orapi, dolci semplici ma gustosi che talvolta riprendo la forma di gioielli tradizionali e prodotti più recenti, frutto dell’ingegno degli artigiani locali, come l’aglio nero di San Benedetto dei Marsi.
MarsicaLand, evento diffuso con una visione di lungo periodo

Alla promozione di quest’area, e al racconto della sua cultura gastronomica e non solo, da tre anni a questa parte è dedicato MarsicaLand, progetto di valorizzazione territoriale e festival diffuso dell’agroalimentare che vede insieme amministrazione, imprenditori locali, cuochi e produttori, con il coordinamento scientifico del prof. Ernesto di Renzo, docente, di Antropologia dei Patrimoni Culturali all’Università di Roma Tor Vergata. Con una serie di iniziative sul territorio e oltre, il progetto si ripromette non solo di far conoscere a quante più persone possibile le sue produzioni e tradizioni, ma anche di farsi custode di patrimoni materiali e immateriali, e di costruire e rafforzare un’identità comunitaria di chi questa terra a volte difficile, in passato colpita da terremoti e spopolamento, la abita.
«Marsicaland nasce dal desiderio di valorizzare un territorio storicamente riconosciuto come uno dei principali poli agricoli italiani – sottolinea Di Renzo –, comprendente 13.500 ettari, una rete di 2.000 aziende agricole per un sistema produttivo capace di generare una ricchezza stimata di 300 milioni di euro, che corrisponde a un terzo del PIL agricolo dell’Abruzzo. Un percorso che parte dalla terra e dai suoi prodotti per arrivare a coinvolgere borghi, comunità, scuole e luoghi della cultura, con Avezzano come cuore pulsante, con l’obiettivo di sostenere l’economia locale, incentivare lo sviluppo delle aree interne e delineare le potenzialità di una destinazione legata al turismo enogastronomico, sostenibile e di prossimità».
Appuntamento ad Avezzano dal 18 al 20 settembre
Lo dimostra il programma della terza edizione del Festival, in programma da venerdì 18 a domenica 20 settembre ad Avezzano. Fulcro principale della manifestazione è il Mercato Diretto della Terra, che raccoglie in un solo luogo le eccellenze dell’”Orto d’Italia”: agricoltori, casari, salumieri, olivicoltori, vignaioli e produttori di eccellenza da tutto il territorio porteranno qui i propri prodotti, da assaggiare e acquistare. La conoscenza diretta di artigiani e ingredienti sarà accompagnata da dimostrazioni culinarie da parte dei cuochi e ristoratori del “Team Marsica” e Associazione Provinciale Cuochi, e da talk e laboratori didattici dedicati al racconto della storia, delle tradizioni e della biodiversità agricola del comprensorio, ma pure alle sfide e opportunità per il futuro che riguardano da vicino queste zone e l’agricoltura di montagna.
Particolarmente interessante il programma di sabato 19 che, in piazza Risorgimento, vedrà tra gli altri alle 12 il confronto su “I sapori del pane tra gusti della necessità e gusti del lusso” (in collaborazione con Città biodiversa – Osteria Futuro), e alle 18 la tavola rotonda: “Progettualità e ripensamenti dell’agricoltura residuale montana. Una opportunità di sviluppo tra retroinnovazioni produttive, cambiamenti climatici e riorientamenti dei gusti”, che coinvolgerà l’Università di Teramo, l’Ordine degli Agronomi Regione Abruzzo e l’Istituto Serpieri, struttura di formazione superiore focalizzata sui temi dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e dell’agroindustria, che conta sedi ad Avezzano, Pratola Peligna e Castel di Sangro.

Anche in questa edizione, però, un momento centrale spetterà al Corteo dei Marsi: suggestiva parata in abiti d’epoca che attraversa parte del centro di Avezzano, non punta solo a regalare emozioni ai “forestieri” che vengono ad ammirarla, ma rappresenta un importante momento di rafforzamento della memoria condivisa, dell’identità e del senso di appartenenza di chi sfila – oltre 250 figuranti, che riproducono l’evoluzione di questi luoghi dalle acque alla terra – e chi osserva come parte del tessuto cittadino.
Appartenente a quelle che nel linguaggio antropologico si chiamano “tradizioni inventate”, il Corteo dei Marsi ha un’origine molto recente ma sembra essere ormai pienamente radicato nell’identità avezzanese, capace di unire vecchie e nuove generazioni in una grande celebrazione in costume.
Così come tutto il Festival è cresciuto nel giro di tre anni, diventando il centro di un’esperienza collettiva che unisce produttori, professionisti e abitanti.