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Oltre un miliardo per produrre più cibo italiano: cosa cambia con ColtivaItalia

Il Senato chiude l’iter con 76 sì e 64 astensioni: dagli allevamenti al ricambio generazionale, ecco dove andranno le nuove risorse.

ColtivaItalia è legge. Il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento da 1.184,3 milioni di euro destinato all’agricoltura italiana, con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni. Le risorse serviranno soprattutto a sostenere allevamenti bovini, olivicoltura, cereali e altre filiere considerate strategiche, oltre a favorire l’ingresso di giovani e donne nel settore.

L’obiettivo dichiarato dal governo è aumentare la capacità produttiva italiana e ridurre, dove possibile, la dipendenza dalle importazioni ma per molte misure serviranno decreti attuativi e una parte consistente degli stanziamenti entrerà in funzione dal 2027.

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha commentato così l’approvazione sul sito ufficiale del ministero:

«Oggi il Senato della Repubblica ha approvato senza nessun voto contrario il ColtivaItalia, una proposta che avevo presentato nel 2025: oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro per interventi destinati a rafforzare il mondo agricolo italiano, renderlo più forte in termini strutturali, intervenire sulle criticità e aiutare l’Italia a essere garantita nelle sue produzioni di alta qualità e poterle mettere a disposizione dei suoi cittadini e del mondo. È un risultato importante, che dimostra come, anche in un clima di forte confronto politico, sia possibile trovare una convergenza su un settore fondamentale per l’economia italiana, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio».

Dove andranno i fondi di ColtivaItalia

Una delle parti più consistenti riguarda le filiere agricole considerate strategiche, per le quali sono previsti 300 milioni di euro. Le risorse dovrebbero sostenere gli approvvigionamenti, la produzione locale, la competitività delle imprese e alcune colture ritenute particolarmente importanti.

Altri 300 milioni sono destinati all’allevamento bovino italiano, con particolare attenzione alla linea vacca-vitello. L’obiettivo è aumentare la produzione nazionale di carne e ridurre il ricorso alle importazioni. Durante l’iter parlamentare la misura è stata estesa anche agli investimenti nelle strutture di allevamento.

Una cifra analoga finanzierà il nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Il programma comprende nuovi impianti, recupero degli oliveti, modernizzazione e interventi contro le fitopatie. ColtivaItalia introduce inoltre il divieto di espiantare ulivi destinati alle produzioni Dop e Igp per installare impianti fotovoltaici o eolici, salvo il reimpianto nello stesso terreno o nelle vicinanze.

Il Fondo per la sovranità alimentare viene invece rifinanziato con 70 milioni, destinati tra gli altri a grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.

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Per il frumento sono previsti anche 10 milioni di euro per i contratti di filiera, con un credito d’imposta che può passare dal 20 al 40% in base alla durata degli accordi, compresa tra tre e cinque anni. L’intenzione è rendere più stabili i rapporti tra chi coltiva e chi trasforma, anche se la presenza di un contratto pluriennale non garantisce automaticamente che il prezzo riconosciuto agli agricoltori copra sempre i costi di produzione.

150 milioni per giovani e donne e oltre 8mila ettari di terreni

Il ricambio generazionale è l’altro grande capitolo del provvedimento. Sono previsti 150 milioni di euro per giovani agricoltori e imprenditoria femminile: il 65% delle risorse sarà utilizzato per facilitare l’accesso ai mutui, mentre il restante 35% arriverà sotto forma di contributi a fondo perduto.

Ismea metterà inoltre a disposizione 8.417 ettari di terreni per giovani tra i 18 e i 41 anni, attraverso un comodato d’uso gratuito della durata di dieci anni. Alla fine del periodo sarà prevista la possibilità di acquistare i terreni al 50% del loro valore iniziale.

Anche i Comuni potranno creare una banca delle terre, censendo appezzamenti inutilizzati e rimettendoli a disposizione per l’attività agricola. L’obiettivo è recuperare superfici abbandonate, contrastare lo spopolamento delle aree interne e contribuire alla gestione del territorio.

Xylella, peste suina e ricerca

ColtivaItalia interviene anche su alcune delle emergenze che negli ultimi anni hanno colpito direttamente la produzione alimentare. Per la Xylella viene istituito un commissario straordinario nazionale, in carica fino al 31 dicembre 2028, con il compito di coordinare istituzioni locali, ricerca e interventi urgenti. Lo stanziamento previsto è di 3 milioni di euro.

Sul fronte della peste suina africana sono destinati un milione alla prevenzione e alla biosicurezza e altri 3 milioni alle imprese della macellazione. Gli interventi comprendono anche recinzioni, sorveglianza e sostegni per congelamento e stoccaggio delle carni provenienti dalle aree sottoposte a restrizioni.

La legge prevede inoltre investimenti in ricerca e innovazione. Il Crea assumerà 50 nuove unità di personale e saranno sostenuti progetti legati ad agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica e meccatronica.

Più controlli su cibo, aceto e prodotti importati

Una parte del testo riguarda la tutela delle produzioni italiane e i controlli. Sono stanziati 1,79 milioni di euro per rafforzare le verifiche sui prodotti ittici importati, mentre 650mila euro serviranno alla creazione di una banca dati nazionale dei profili analitici, pensata per controllare origine geografica, varietà e composizione degli alimenti.

Cambia anche la disciplina dell’aceto: il termine potrà essere utilizzato soltanto per prodotti ottenuti da materie prime agricole e dovrà essere accompagnato dall’indicazione della materia da cui deriva.

Per le pratiche commerciali sleali viene invece introdotta la possibilità di una diffida per alcune violazioni sanabili, con 60 giorni di tempo per regolarizzare la posizione.

Più spazio anche a enoturismo e oleoturismo

Nel provvedimento c’è anche un intervento che riguarda direttamente vino, olio e ospitalità rurale. Sono previsti 9,2 milioni di euro per enoturismo e oleoturismo e viene ampliata la possibilità per le aziende agricole di offrire ospitalità nell’ambito delle attività legate al turismo del vino e dell’olio.

È una misura che prova a mettere insieme produzione agricola e accoglienza, due settori sempre più collegati soprattutto nelle aree rurali a forte vocazione vitivinicola e olivicola.

Infine, ColtivaItalia punta a ridurre alcuni passaggi burocratici e amplia il ruolo tecnologico di Agea, che assume la denominazione di Agenzia per le erogazioni in agricoltura, l’innovazione e la tecnologia – Agea-IT.

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