Francesca Planeta: aprire le porte per aggregare energie

Due milioni e mezzo di euro il fatturato del ramo hospitality dell’azienza siciliana.

Francesca Planeta

Venticinque anni pazzeschi. Sono quelli vissuti dalla famiglia Planeta nell’ultimo quarto di secolo, quando, nel 1995, inizia l’avventura nel vino di Alessio, Francesca e Santi. Deus ex machina dell’operazione è Diego Planeta, il padre di Francesca, nonché zio degli altri due. Uno sviluppo a spirale, dove ogni singola occasione diviene ispiratrice di altro.

Cinque cantine in altrettanti parti della Sicilia con una dimensione fortemente “zonale” che non vuol dire solo conoscere quel territorio, ma offrire quanto di meglio quel pezzo di isola sa dare: vino, cucina, arte, accoglienza. La regia di tutto spetta a Francesca Planeta, ufficialmente al comando, da qualche anno, della Planeta Estate – che ha un sito dedicato www.planetaestate.it – ovvero il mondo dell’ospitalità dell’azienda vitivinicola siciliana. Con una vita passata in giro per il mondo come responsabile marketing e comunicazione del brand, Francesca si è data per un po’ uno stop per creare un team di competenze sulla ricettività. Oggi sono in quaranta con un fatturato che si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro.

Il cuore di tutto è la Foresteria a Menfi, la residenza con vigna che sintetizza al meglio la filosofia del marchio: «Non mi piace parlare di resort – spiega Francesca – piuttosto di una casa di campagna, circondata dal giardino degli aromi, da una parte delle vigne vinificate all’Ulmo e a Dispensa (due delle cinque tenute, nda), dal mare, che è Bandiera Blu da tanti anni. La cucina è non solo territoriale ma anche ispirata alle ricette delle zie e interpretata dal nostro chef Angelo Pumilia, con il “vino della casa” che è il modo più giusto per conoscerci davvero». L’ultimo arrivato invece è Palazzo Planeta a Palermo, una proprietà familiare rimessa a nuovo perché come dice l’imprenditrice «Palermo non è mai stata così vitale e noi volevamo far parte di questa vivacità».

L’ospitalità si può perfezionare, ma l’essere ospitali è una dote innata e nessuna delle tenute Planeta si è mai chiusa all’esterno. Tra degustazioni, ospiti ed eventi sono circa ventimila le persone che ogni anno entrano in contatto con la famiglia e non sono tutte necessariamente appassionate di vino: «Il teatro sull’Etna nella tenuta di Sciaranuova – continua Francesca – la musica nella cantina di Noto, il progetto d’arte “Viaggio in Sicilia”sono tutti momenti di condivisione dove il vino è il fulcro ma è anche un aggregatore di energie. In realtà è la nostra visione della Sicilia, l’isola come vorremmo che fosse sempre, un posto autentico, come siamo noi».

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