Francesca Terragni: il lusso nel bicchiere

L’approccio manageriale di una donna che ha saputo esaltare il valore delle bollicine

terragni

Milanese, una laurea in Economia Aziendale e un Master in Business Administration all’Università Bocconi, Francesca Terragni inizia a lavorare presso Il Sole 24 Ore con il desiderio di fare marketing editoriale. È del 1998, invece, l’approdo nel mondo del lusso con l’ingresso nel Gruppo LVMH, nella divisione Dior Parfums.

Sua la supervisione del lancio delle fragranze J’Adore e Hypnotic Poison, per l’epoca un successo singolare. Nel 2003 passa in Moët Hennessy Italia, come Direttore di Veuve Clicquot. Una piccola rivoluzione perché allora non esistevano importatori né figure come quella di Francesca. A quel tempo le bollicine francesi più vendute del Gruppo erano di Moët Chandon. Con l’arrivo di Francesca il primato sarebbe passato a Veuve Clicquot. Riposizionare il marchio, creare uno stile più attuale e commercializzarlo nel nostro Paese è la strategia da lei applicata e di cui ricorda: «Clicquot probabilmente era nel mio destino fin da bambina. Mia mamma aveva l’abitudine di avere in frigorifero una bottiglia di Champagne per le grandi occasioni: si trattava sempre di una bottiglia di Veuve Clicquot perché le piaceva l’etichetta».

Da Clicquot all’attuale carica di Responsabile Marketing e Comunicazione di Moët Hennessy Italia il passo è breve. È il 2014 , la nomina di una donna a capo di un colosso del lusso nella divisione beverage suscita scalpore. Francesca ama le sfide. «Se dovessi definire con una parola ciò che lega me e i miei colleghi a LVMH è l’orgoglio. Dalla ragazza del customer service al mio capo, siamo tutti fieri di rappresentare i nostri grandi marchi. ll marketing sta diventando un mestiere per donne, nei miei team c’è una prevalenza femminile: sono pochi i giovani uomini che si sentono attratti da questo ambito. Ho un ricordo di qualche anno fa che, ripensandoci, mi fa sorridere. Ero con dei colleghi a pranzo e, al rientro in sede, il custode salutò gli altri manager rivolgendosi a loro con un “dottore” o “ingegnere”; quando passai io mi toccò un semplice “bentrovata signora” perché, per lui, era impensabile fossi anche io una laureata».

Un grande esperto di marketing – prosegue la Terragni – deve sempre essere un buon osservatore, «e osservare è ciò che faccio quotidianamente. Non mi spaventa il nuovo perché lo affronto in maniera costruttiva». Francesca Terragni è una donna molto attiva, segue i numerosi eventi delle Maison e comunica nel mondo del lifestyle perché la contemporaneità e i social network ne hanno rafforzato il legame con quello delle bollicine e degli spirits.

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