Languida Languedoc

Castelli catari, vini naturali e pescato eccellente fanno di questa regione del sud della Francia una destinazione da non perdere.

Languedoc

C’è qualcosa di esotico e al contempo familiare in Languedoc, la parte settentrionale della regione Languedoc-Roussillon, maggior produttrice di vino di tutta la Francia. Le sue bottiglie, provenienti dalle oltre cento varietà di vite coltivate nella zona, sono tanto varie e diverse tra loro quanto i suoi microclimi e terreni, che si estendono lungo la costa mediterranea dalla Provenza alla Spagna. La Languedoc è bella e, pur essendo affacciata sul mar Mediterraneo, non è affollata di turisti. Camminando lungo le strade ombreggiate da querce che portano ai numerosi borghi raccolti intorno a una singola piazza centrale, si prova la costante sensazione di sbirciare dal buco della serratura in un mondo così tranquillo e piacevole — e, beh, così francese — da non poter credere come non sia gremito di visitatori.

Prendete ad esempio Puimisson, la minuscola cittadina tra Montpellier e Béziers, dove non sono riuscito a trovare nemmeno uno sportello Bancomat ma dove, in compenso, mi sono imbattuto in un gruppo di settantenni impegnati nella loro quotidiana partita serale di pétanque. Là ho incontrato il produttore di vini naturali Jeff Coutelou di Mas Coutelou e degustato la sua Classe cuvée: un vivace, succoso e fruttato assemblaggio di syrah, grenache e cinsaut o mourvèdre che incarna alla perfezione la sua filosofia sui vini senza solfiti.
La Languedoc è la regione francese con la maggiore produzione di vini biologici; il suo clima caldo e secco non facilita lo sviluppo di muffe, peronospora e funghi, rendendo meno necessario l’uso di pesticidi ed erbicidi sintetici. Un faro di questo movimento è Gérard Bertrand che, dal 2002, ha progressivamente sottoposto tutta la sua produzione alla pratica biodinamica. Bertrand ammette senza problemi che essere uno dei più grandi produttori biologici della zona gli ha reso più facile l’adozione di metodi che prevedono un maggiore impiego di manodopera. Numerose altre piccole aziende, comunque, come la deliziosa Domaine de la Réserve d’O, condividono la stessa ostilità verso l’uso di prodotti chimici nelle loro vigne.

I segni della storia, da queste parti, rimandano a tempi molto antichi: la via Domitia — la prima via romana della Gallia, che collegava l’Italia alla Spagna — è ancora visibile a Narbonne.  Le cime dei colli circostanti sono ancora punteggiate dai resti dei castelli catari, risalenti al XIII secolo. Questa, insieme alla Provenza, è la più antica regione vinicola di Francia — è infatti dal V secolo d.C. che vi si coltiva la vite. Che aspettate, quindi? Saltate in auto e avventuratevi per queste campagne ricche di tranquillità e meraviglie.

 

 

DA DEGUSTARE

Gérard Betrand
«Il compito del viticoltore è di leggere lo spartito del terroir», afferma Gérard Bertrand, convinto fautore dell’agricoltura biodinamica. Il suo prodotto di punta, Clos d’Ora, un assemblaggio di uve rosse a base syrah, mostra quale eccellenza possano raggiungere i vini della regione. (gerardbertrand.com)

Clos Marie
«A Clos Marie esistono solamente buone an- nate», dice Christophe Peyrus, viticoltore di seconda generazione a Pic Saint-Loup. I suoi assemblaggi di uve rosse, come il Simon, esprimono un sapiente equilibrio tra sentori fruttati, acidità, tannini e struttura. (Route de Cazeneuve, 34270 Lauret)

Mas de Daumas Gassac
Il fondatore di Daumas Gassac, Aimé Guibert, è stato uno dei primi a dimostrare che questa regione avrebbe potuto produrre grandi vini. La sua pittoresca tenuta vanta anche una sala di degustazione aperta tutto l’anno, senza bisogno di appuntamento. (daumas-gassac.com)

Chateau La Baronne
Questa azienda agricola di 90 ettari a conduzione famigliare sul massiccio dell’Alaric soddisfa ogni aspettativa sulla viticoltura francese, incluso un suggestivo castello dove vivono i proprietari. Qui potete trovare alcuni dei vini più interessanti della zona. (chateaulabaronne.com)

ATTIVITÀ

Manade Tournebelle
Potete fare una passeggiata sui grigi cavalli Camargue — un’antica razza originaria della regione — lungo il Canal de la Robine, attraverso paludi popolate da uccelli marini e grandi campi dove pascolano i tori. (tournebelle.com)

L’Abbaye de Saint-Hilaire
Un’altra destinazione da non mancare è questo piccolo monastero benedettino, risalente al Medioevo, ricco di storia: qui, si narra, fu crea- to nel 1531 il Blanquette de Limoux, il primo vino bianco frizzante di cui si abbia notizia. (saint-hi- laire-aude.fr)

BERE E MANGIARE

La Cambuse du Saunier
Il modo più autentico di godersi il mare della Linguadoca è un pranzo a base di molluschi locali, a un tavolo con vista sulle saline rosa di Gruissan. Da provare qui l’assortimento di frutti di mare freschi: muscoli, ostriche, lumache di mare, gamberi; oppure il pesce intero in crosta di sale. (Route de l’Ayrolle, 11430 Gruissan)

Chez Bebelle
Il mercato di Les Halles de Narbonne permette di vivere un’autentica esperienza nel suo genere. Pranzate all’interno del mercato, da Chez Bebelle, dove gli ordini vengono comunicati con il megafono e la carne è servita direttamente dal vicino banco del macellaio. La tartare è il piatto più gettonato, insieme alle bistecche. (chez-bebelle.fr)

Chateau de Flaugergues
Potete cominciare o terminare il vostro viaggio al ristorante Folia, situato all’interno di questa oasi seicentesca all’interno della città di Montpellier. Non perdetevi una visita alla tenuta: la famiglia Colbert mette a disposizione degli ospiti i magnifici giardini e la sua collezione di tappeti fiamminghi, nonché la degustazione di 10 diverse cuvée. (flaugergues.com)

Comte Roger
Potrebbe essere la parte più tradizionalmente turistica del vostro viaggio, ma la cittadella fortificata medievale di Carcassonne vale comunque la visita. Quando sarete stanchi di camminare, potrete ordinare un piatto di cassoulet (un piatto originario della Languedoc) da Comte Roger, come ricompensa per aver coraggiosamente affrontato le orde di turisti. (comteroger.com)

DOVE SOGGIORNARE

Nascosta in uno stretto vicolo nella cittadina collinare di Montréal, a circa 20 minuti da Carcassonne, si trova la deliziosa struttura di Camellas-Lloret (camellaslloret.com). Qui vi verrà voglia di fotografare tutto ciò che vi circonda. Fate colazione con i proprietari Annie e Colin Moore, poi avventuratevi a esplorare i dintorni. Se invece preferite un hotel più tradizionale e desiderate fare un tuffo in piscina Château l’Hospitalet (chateau-hospitalet.com), nei dintorni di Narbonne, offre camere confortevoli e dal taglio minimalista, oltre al ristorante L’Art de Vivre, citato anche dalla guida Michelin (restaurant-art-de-vivre.com).

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