Se siete appassionati di vino, preparatevi a segnare una data: il 15 agosto 2026 potrebbe entrare nella storia della Champagne come l’inizio vendemmia più precoce mai registrato. In alcune zone particolarmente calde, come Montgueux, la raccolta potrebbe addirittura anticipare di qualche giorno, portando i primi tagli già attorno al 10 agosto.
A confermare questa prospettiva è stato Jean-Baptiste Lécaillon a L’Union, chef de cave di Louis Roederer, che ha indicato il 15 agosto come data ufficiale, precisando però che alcuni vigneti potrebbero muoversi in anticipo.
Se la raccolta dovesse partire il 10 agosto, si tratterebbe di un primato assoluto. Il precedente più precoce risale al 2020, quando la vendemmia ufficiale iniziò il 17 agosto, anche se alcuni produttori avevano già cominciato quattro giorni prima. Prima ancora, bisogna tornare al 2003 per trovare un inizio il 18 agosto, e addirittura al 1822 per una partenza il 20 agosto.
Perché la vendemmia in Champagne parte così presto
L’annata 2026 arriva dopo una primavera particolarmente difficile. La stagione vegetativa era iniziata in largo anticipo, ma tre gelate tardive hanno colpito duramente i vigneti, distruggendo in media il 40% delle gemme. In alcune zone dell’Aisne settentrionale le perdite hanno raggiunto l’85%. A questo scenario si sono aggiunte le recenti ondate di calore, che hanno accelerato ulteriormente la maturazione delle uve.

Nonostante le temperature elevate, Lécaillon si è detto fiducioso sullo stato sanitario dei grappoli, sottolineando che il sottosuolo calcareo e cretaceo della regione sta proteggendo le viti dallo stress idrico. Più preoccupata invece Cynthia Fossier, enologa di Canard-Duchêne, che ha evidenziato il rischio di scottature solari sui grappoli rimasti dopo il gelo.
C’è anche una complicazione logistica: il 15 agosto è giorno festivo anche in Francia, il che rende più complessa l’organizzazione della raccolta. Jérôme Durand, direttore generale di Canard-Duchêne, ha osservato che la vera sfida sarà evitare che il livello di zucchero negli acini cresca più rapidamente della maturazione aromatica, un rischio concreto se le temperature dovessero restare così alte.
Per quanto riguarda le rese, le previsioni indicano una produzione naturale inferiore ai novanta quintali per ettaro, pari a meno di 290 mila bottiglie. Un dato comunque superiore alle spedizioni globali del 2025, che si erano fermate a 266 milioni di bottiglie, ma che conferma un trend di contrazione rispetto agli anni precedenti.
Resta un’ultima variabile: se le prossime settimane dovessero portare un abbassamento imprevisto delle temperature, l’inizio ufficiale della vendemmia potrebbe slittare fino al 28 agosto. Per ora, però, tutto indica che il 2026 sarà un’annata destinata a restare negli annali per la sua straordinaria precocità, almeno fino a oggi.