Identità Golose on the road

Torna in versione digitale e itinerante il congresso di Identità Golose: interviste e masterclass – tra Milano e i ristoranti d’Italia – per capire il mondo della cucina ai tempi del Covid

identità Golose

Identità Golose non si ferma e passa al digitale: in un periodo come questo, in cui nulla è certo e tutto muta di giorno in giorno, il congresso di gastronomia internazionale ha deciso di mettersi in gioco con un nuovo format. Annullato l’appuntamento canonico a FieraMilanoCity in programma dal 24 al 26 ottobre (già posticipata precedentemente), negli stessi giorni si terràIdentità Golose on the road – digital edition, sedicesima edizione dell’evento che quest’anno si pone l’obiettivo di analizzare il mondo del food ai tempi del Covid. Ma le giornate milanesi saranno solo il punto di partenza di un progetto più ampio che prende spunto dalle difficoltà del periodo per ampliare la discussione nel tempo e nello spazio.

A Milano infatti tre differenti location – tra cui principalmente l’hub di Via Romagnosi 3 – diventeranno il set per la registazione di 70 interventi e 58 masterclass, con la partecipazione di molti chef e (per la sede di Romagnosi) oltre 150 giornalisti tra cui anche lo staff di Food & Wine Italia, media partner del congresso. Ma oltre alle riprese in loco verranno allestiti 20 set itineranti: una troupe girerà l’Italia per scoprire i segreti delle cucine degli chef, che nonostante l’emergenza sanitaria sono pronti a condividere e a confrontarsi sul tema della gastronomia contemporanea. Le sezioni rimangono le stesse degli scorsi anni (tra cui Identità di Pasta, Identità di Pizza, Identità di Gelato, Dossier Dessert, Identità di Champagne). Dal 16 novembre tutti i contenuti verranno caricati online: chiunque potrà usufruire del materiale che comprenderà video racconti, sezioni redazionali, gallery fotografiche e contenuti speciali a cura dei partner commerciali e dei media partner.

«Sarà molto di più di una semplice versione digitale del Congresso – spiega Claudio Ceroni, fondatore e organizzatore dell’evento insieme a Paolo Marchi  sarà un vero e proprio nuovo format che vogliamo realizzare per rispondere ad un momento complicato per tutti, aziende, ristoratori, professionisti della comunicazione. Un nuovo progetto possibile grazie al fatto che il tessuto delle nostre relazioni è rimasto intatto».

Molti gli chef e gli artigiani che hanno accolto l’invito a una partecipazione se pur in forma diversa dal solito – da Davide Oldani a Cristina Bowermann che hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione insieme anche a Davide Rampello, professore universitario e consulente culturale – a fronte di una selezione che quest’anno, come sottolinea Marchi, ha dovuto per forza di cose essere ancora più serrata del solito imponendo scelte difficili ma necessarie.

Proprio Rampello avrebbe dovuto aprire il congresso con un intervento dedicato al tema di quest’anno, “Costruire un nuovo futuro”. Resta questo il tema portante dell’iniziativa che – oggi come nel 2005, anno in cui ha preso vita – nelle intenzioni degli organizzatori conserva come mission quella di ritrarre il presente della ristorazione, documentando ciò che sta succedendo nelle cucine italiane (per quest’anno) e condividendo conoscenza e informazioni.

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