Rimini va in scena

Al via il 25 settembre Al Mèni, il “circo” di Bottura: atmosfere felliniane e grandi chef per celebrare la tradizione gastronomica romagnola

bottura al mèni

Sulle sponde dell’Adriatico sta per arrivare nuovamente l’evento partorito dalla fantasiosa mente di Massimo Bottura, patron dell’Osteria Francescana. A Rimini, dal 25 al 27 settembre, è in calendario la settima edizione di Al Mèni, kermesse che chiama ventiquattro chef (dodici del territorio regionale e dodici provenienti dal resto d’Italia) a interpretare i prodotti emiliani nei piatti proposti nel Circo 8 ½ dei sapori. Chiaramente ispirata alle oniriche atmosfere felliniane – questa edizione, concentrata nel centro storico, coincide con il centenario del visionario regista riminese, cui nei prossimi anni la città dedicherà anche il Museo Internazionale Federico FelliniAl Mèni (in dialetto romagnolo “le mani”) è una manifestazione che rappresenta l’arte del saper fare e del saper conoscere, soprattutto attraverso il cibo ma anche il vino e l’artigianato.

Sotto al tendone allestito nel Giardino delle Mimose, a ridosso di piazza Cavour, si esibiranno alcuni tra i cuochi che negli ultimi anni hanno contributo alla narrazione della gastronomia contemporanea italiana: da Marco Ambrosino del ristorante milanese 28 Posti, dedito alla ricerca di una cucina “nuovamente” mediterranea, a Giorgio Servetto di Nove, ligure che interpreta il suo territorio con armonia, e a Giuseppe Rambaldi che ha aperto il suo Cucina Rambaldi nella campagna piemontese, ma è cresciuto a Ferrara. E ancora Chiara Pavan (Venissa) e Giuliano Baldessari (Aqua Crua) dal Veneto, Sarah Cicolini (SantoPalato) e Antonio Ziantoni (Zia) da Roma, il trio Rullo, Stefanini e Terigi (Giglio) da Lucca. Nelle cucine a vista allestite fra i banchi di marmo della Vecchia Pescheria ci saranno invece gli ospiti regionali, da Gianluca Gorini a Takahiko Kondo di Osteria Francescana, passando per gli interpreti del mare come Omar Casali di Maré e per le proposte contaminate di Mariano Guardianelli del ristorante riminese Abocar Due Cucine.

Questi sono solo alcuni dei protagonisti del laboratorio a cielo aperto e fiamme accese che sta per mettere in fibrillazione la città. Tra piazza Cavour e il Giardino delle Mimose infatti ci sarà spazio pure per lo street food d’autore a cura dei sous chef di Osteria Francescana Davide Di Fabio e Taka, dello chef di Franceschetta58 Francesco Vincenzi e Silver Succi di Al Quartopiano suite restaurant, ospitando anche una jam session con nomi illustri come Riccardo Monco di Enoteca Pinchiorri, Franco Pepe di Pepe in Grani, Alessandro Roscioli di Roscioli Roma, Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia e Max Mascia del San Domenico di Imola.

Al Mèni è l’occasione per gettare le basi per il futuro, guardare le cose da un’altra prospettiva e rimescolare le carte in tavola: libero spazio alla sperimentazione, quindi, e anche alla Romagna artigiana sotto ogni sfaccettatura. Ci saranno dunque anche i pescatori riminesi che, con fritti di pesce, spiedini, gamberi e calamari, offriranno la loro visione di mare e nutrimento – alla postazione Rimini per tutti in piazza Cavour – e i grandi prodotti dell’Emilia Romagna, l’unica regione che vanta ben 44 tra Dop e Igp in Europa, selezionati da CheftoChef Emiliaromagnacuochi in collaborazione con Slow Food Emila-Romagna e con la Strada dei vini e dei sapori di Rimini. In vendita ai banchi del Mercato di Al Mèni ci saranno Parmigiano Reggiano, Culatello di Zibello, Coppa Piacentina, il riso del Delta, frutta, verdura, biscotteria, e molto altro.

Accanto ci sarà Matrioska, il lab store itinerante dell’artigianato, del design e delle buone idee: uno spazio espositivo poliedrico che racchiude creatività, arte e ricerca dove si potranno trovare illustrazioni, ceramiche, abbigliamento, accessori e arredi. Mentre fra la Vecchia Pescheria e il circo, Slow Food Emilia Romagna inviterà a immaginare nuovi scenari agricoli e gastronomici sostenibili ragionando su quale sarà il cibo di domani con scienziati, esperti ambientali, allevatori e produttori. La kermesse riminese è anche l’occasione per ripensare la terra dove abitiamo, orientandoci verso uno stile di vita più giusto e consapevole.

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